Savona: i dolori del giovane Massimo

di Osvaldo Ambrosini.

Anche Savona ha avuto il suo romanzo epistolare. Certo l’autore non è del livello di Goethe, ma come si dice, nel nostro piccolo ci si deve accontentare. Per molto tempo il ‘Massimo di lotta’ ha scritto e fatto pubblicare lettere dai banchi dell’opposizione, per denunciare o sollecitare l’allora amministrazione comunale di centrosinistra a gestire la cosa pubblica con maggior correttezza ed equità, schierandosi a favore dei più deboli, dalla parte della tutela territorio e paladino della buona gestione delle società partecipate. Una sorta di Peter Pan post-moderno.

Edito con cadenza quasi settimanale da un noto blog savonese, purtroppo anche il suo, come tutti i romanzi epistolari, sembra essersi esaurito. Evidentemente il ruolo di Vicesindaco non gli ha più concesso il tempo necessario per raccontare ai propri lettori, ed elettori, come si vive l’esperienza da amministratore pubblico al di là della barricata e come si possa sopravvivere ai dolori che, con sempre maggior frequenza, lo affliggono durante questo mandato.

Sono sempre più insistenti infatti le voci di un sostanziale malcontento del ‘Massimo di governo’. Pare infatti sia stato relegato ad un ruolo marginale, nonostante nominalmente rimanga il numero due dell’amministrazione con in capo deleghe di un certo rilievo, come l’Urbanistica. Le cronache cittadine, tutte protese a celebrare le gesta di altri assessori: l’assessore alla sicurezza, sebbene la città sia sempre più insicura, l’assessore alle partecipate (ATA e TPL), sebbene la città non abbia mai attraversato un momento così difficile in materia di trasporti e nettezza urbana, e l’assessore allo sport, sebbene lo sport non abiti più qui. La visibilità di questi altri membri della giunta non fa altro che sottolineare questo aspetto.

Tuttavia per chi se lo immaginava da solo e ‘ostinato’ in un angolo, un piccolo segnale della propria esistenza politica arriva proprio in occasione della riassunzione dei due lavoratori di ATA, licenziati qualche tempo fa. Subito si è affrettato ad intestarsi i meriti dell’operazione, sottolineando la discontinuità con la precedente amministrazione. Ne è seguito un battibecco, rigorosamente epistolare, con la precedente presidente della partecipata, oltre a permettere contemporaneamente anche una piccola rivincita nei confronti di una sindaca, la sua, che la delega alle partecipate proprio non gliela volle assegnare, nonostante l’avesse bramata più di ogni altra cosa.

In attesa che ritorni a scrivere, e soprattutto a raccontare con continuità e dovizia di particolari questo esilio nella torre del palazzo comunale, specialmente dei suoi mal di pancia riguardo ai tagli trasversali della sua giunta, è forse il caso di ricordare come la sua – finora – unica vittoria, ovvero le due riassunzioni dei dipendenti ATA, sia da ricercare in un’ottica di spending review dell’azienda, ossia nella volontà di ridurre i costi legati alle spese legali e agli eventuali risarcimenti. A dimostrazione di come i tecnicismi prevalgano sempre di più sulle reali volontà politiche delle amministrazioni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...