Il senso di Savona per lo sport

di Osvaldo Ambrosini.

La stagione delle vacche magre per la città non ha risparmiato nessuno, coinvolgendo un po’ tutti i settori, dalla cultura, ai servizi alla persona, dalla sicurezza allo sport. Storica ad esempio la chiusura della piscina coperta del Prolungamento, così come quasi mortali – per molte piccole società sportive savonesi – sono stati i tagli, quando non addirittura l’azzeramento, dei contributi elargiti dall’amministrazione comunale.

Ai savonesi non resta che praticare allora lo sport più diffuso e sicuramente il meno faticoso: quello del tifoso. Come accade in tutto il resto del Paese il calcio è seguito da numerosissimi appassionati che alle nostre latitudini, soprattutto per colpa dei mediocri risultati della società calcistica locale, dividono i loro cuori e passioni per numerose squadre di serie A, oltre a quelle territorialmente più vicine, Genoa e Sampdoria. La più seguita tra queste, neanche a dirlo, è la Juventus che riesce per questo motivo ad ottenere contemporaneamente anche il primato della squadra più detestata.

Succede allora che in una città di spettatori, quale è la nostra, non ci si accontenti più di seguire la propria squadra in televisione o dal vivo recandosi allo stadio, ma se sei assessore, e soprattutto assessore allo sport, ti senti in dovere di fare qualcosa di più.

In vista della finale di Champion League del 3 giugno, dove a Cardiff si affronteranno Juventus e Real Madrid, sarà predisposto in piazza Sisto IV un maxi schermo grazie al quale i tifosi bianconeri savonesi potranno tutti insieme guardare e, si spera per loro, festeggiare quello che sarebbe un autentico trionfo.

Poco importa se Savona non abbia nulla a che vedere con Torino o che non ci siano richieste tali da giustificare l’organizzazione di un evento simile per accontentare chissà quanti tifosi e supporter, e sono dettagli sapere che la fede calcistica dell’assessore in questione sia spudoratamente bianconera. Siamo certi che si sarebbe impegnato nella stessa maniera anche se si fosse trattato di qualsiasi altra squadra italiana, specialmente se ci fosse stata l’Inter.

D’altra parte l’allievo impara sempre dal maestro, politicamente parlando s’intende, che in questo caso risponde al consigliere regionale Vaccarezza che, ai tempi della presidenza della provincia di Savona si recò per qualche giorno a Moena, in Trentino, per promuovere il turismo della provincia savonese. Soltanto il caso volle che contemporaneamente al suo soggiorno sulle Dolomiti fosse presente in ritiro anche la Sampdoria, e soltanto perché probabilmente invocato a gran voce dai calciatori finì col ‘promuovere’ la provincia di Savona seduto direttamente sulla panchina del campo di allenamento dei blucerchiati. Sempre per pura combinazione la fede calcistica del consigliere coincide con la squadra incontrata in Trentino.

La storia è costellata di episodi in cui l’allievo, imparata bene la lezione, ha poi superato il maestro, certo la strada è ancora lunga da fare ma già si vede la freccia messa per sorpassare…

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