Savona, asili nido: un giorno triste

di Matteo Lai.

Venerdì 30 giugno 2017: un giorno triste per Savona e per i suoi cittadini. In questa data, infatti, si è chiusa l’esperienza dell’asilo nido “La Giostra” di via San Lorenzo. Un asilo comunale, al servizio di un quartiere popolosissimo: dopo anni di espansione di questo settore, per la prima volta un’Amministrazione comunale decide di dare una severa sforbiciata a un importante servizio alle famiglie. Viene da dire: solo una giunta di centro-destra, che ideologicamente non ha il sociale tra le sue priorità, poteva mettere in atto quella che – buco di bilancio o meno – è a tutti gli effetti una bestialità.

Basti pensare alle ricadute che tale scellerata scelta avrà non solo sulle famiglie interessate, ma sull’intero tessuto sociale della città, o almeno di una sua parte. In primo luogo si depriva quello che probabilmente è il quartiere più popoloso di Savona di un asilo nido, e questo si è gia detto; inoltre si riducono i posti a disposizione dei nuovi iscritti: basti pensare che la struttura di via San Lorenzo ospitava una cinquantina di bambini; infine costringe moltissimi genitori ad utilizzare il veicolo privato per portare all’asilo i propri figli, aumentando in un colpo solo traffico ed inquinamento.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, l’asilo di via San Lorenzo è stato chiuso perchè considerato non più a norma con le vigenti normative, senza però che si sia cercato in alcun modo di reperire i circa cinquecentomila euro che sarebbero serviti per ristrutturarlo o, in alternativa, una nuova sede, anche temporanea. Una cancellazione voluta e cercata, mentre – ironia della sorte – le rette venivano aumentate. Una tempesta perfetta, che dire.

Intanto il buco di bilancio sembra ogni giorno di più un’ottima scusa per nascondere il buco di amministrazione di una giunta che – un anno dopo il proprio insediamento – sembra in procinto di perdere altri pezzi: dopo l’assessore ai servizi sociale, la leghista Cristina Bellingeri, dimissionata sul campo, le insofferenze della Lega – con in testa il vicesindaco Arecco – sembrano sempre più evidenti ed anche il pacioso Piero Santi pare essere già con un piede fuori dalla porta. Tutto questo mentre Savona sembra sempre più una barca alla deriva.

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