Red carpet ligure: una passerella di Christo che non ce l’ha fatta

di Osvaldo Ambrosini.

Risale ad un anno fa l’installazione, diventata famosa in tutto il mondo dell’artista Christo: una passerella galleggiante sul lago d’Iseo che ha permesso a più di un milione di visitatori di avere la sensazione di camminare sulle acque. Un’ottima occasione, oltre che per l’artista, anche per le località coinvolte che hanno goduto di un ritorno di immagine e di un flusso turistico sensazionale.

Da qualche mese a questa parte il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, pur non essendo un artista, insieme al suo staff, ha avuto un’idea altrettanto unica per richiamare turisti in Liguria. In accordo con alcuni comuni ha fatto sistemare un tappeto rosso lungo più di 8 chilometri che collega tra loro le passeggiate a mare di diverse località della riviera di levante, come Rapallo, Santa Margherita e Portofino: un’intuizione per far conoscere la nostra regione nel mondo..

Si è vero, gli ultimi giorni di campagna elettorale nel comune di Genova sono stati segnati tra l’altro dalla discussione scaturita dalla richiesta della Regione alla ormai ex amministrazione Doria, di installare il tappeto rosso anche sulla passeggiata di Nervi. Forse una provocazione considerata la tempistica, finalizzata unicamente a rendere ancor più sensibili i nervi già a fior di pelle di un Pd locale che sentiva la sconfitta nell’aria.

Oggi che le decisioni sono in capo al neo sindaco Bucci, probabilmente arriverà l’ok al prolungamento dell’installazione made in Toti da Viareggio. Resta tuttavia un fatto, non trascurabile (al di là dei costi sostenuti per la posa del tappeto che qualcuno ha chiamato sperpero di danaro pubblico e qualcun altro definisce investimento promozionale): il tappeto rosso in tessuto esposto al sole, alla salsedine, al vento e alle piogge, in alcuni punti è rovinato, bucato o strappato, o semplicemente copre – ingannando – asperità e dislivelli, insomma più che un red carpet può rappresentare un’insidia a cui soprattutto le persone di una certa età devono prestare molta attenzione.

Ci si chiede allora se, come tutte le installazioni urbane del genere, abbia anch’essa un termine temporale, come avvenuto anche nel caso della floating piers, o invece considerata la propensione semi-permanente dell’opera non si potesse investire su un qualcosa di meno natalizio e soprattutto di più resistente.

 

 

 

 

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One thought on “Red carpet ligure: una passerella di Christo che non ce l’ha fatta

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