Savona buio totale, anzi pesto

di Osvaldo Ambrosini.

Chi ha buona memoria ricorderà che la sera del venerdi 17 giugno 2016 nella vecchia darsena savonese – mentre nella vicina ‘piazzetta rossa’, ergo via Vacciuoli, si esibiva in canti e balli lo stato maggiore del Pd savonese, ancora ignaro della futura sconfitta – i colonnelli del centrodestra ligure sfilavano in giacca e cravatta in mezzo alla gente. 

Chi quella sera ha potuto visitare i due luoghi della città avrà notato sostanzialmente due grandi differenze: da una parte un qualcosa di molto simile ad una rimpatriata di classe del liceo tra ex compagni – in tutti i sensi -, dall’altra un happening mondano in cui volti noti della politica regionale, tra tutti gli assessori Cavo, Scajola, Viale, Berrino, il segretario leghista Edoardo Rixi, Biasotti, il presidente Giovanni Toti e ovviamente la candidata sindaco Caprioglio, erano circondati da tanti savonesi desiderosi di un cambiamento.

Si trattava in effetti della conclusione delle rispettive campagne elettorali prima del ballottaggio, che precedeva la vigilia di una domenica storica per il centrodestra, quella di una vittoria attesa 20 anni. Ebbene quella sera sul palco della piazzetta d’Alaggio ad esibirsi, per accompagnare gli ultimi slogan del centrodestra, era ospite una band ligure al 100%, i Buio Pesto.

Mi chiesi allora cosa ci facessero in quel luogo e soprattutto in quella circostanza così particolare, un gruppo musicale, personalmente, considerato lontano da qualsiasi schieramento politico.

Come spesso accade nella vita le risposte col tempo arrivano da sole. Oggi si scopre dalla pagina Facebook del leader dei Buio Pesto, Massimo Morini, che la band è sempre stata invisa ai vecchi amministratori (così sostiene), per questo non avrebbero mai concesso una data a Savona, ma soprattutto che gli fu fatta una promessa dagli attuali amministratori, probabilmente proprio nel corso di quella serata o comunque in seguito a quella fortunata esibizione (considerato il risultato elettorale), per cui avrebbero potuto finalmente esibirsi in città.

Ed in effetti il concerto per ‘sdebitarsi’ con i Buio Pesto venne programmato in darsena, in occasione dei festeggiamenti del capodanno 2017, poi annullati. Quindi in un primo momento rinviato al mese di luglio, poi a settembre sul Priamar, alla fine definitivamente cancellato. Le accuse e la rabbia dell’artista le potete leggere da soli, tuttavia varrebbe la pena precisare almeno un paio di questioni. In primo luogo i soldi non utilizzati per pagare la prestazione della band non sono stati dirottati per pagare nuove assunzioni nella Polizia Municipale, che non sono avvenute, anzi alcune indennità degli operatori sono state addirittura ridotte quando non azzerate, come peraltro quelle di buona parte dei dipendenti comunali.

In secondo luogo, ammesso che i dettagli del lungo racconto corrispondano al vero, stupisce come un artista del calibro di Morini si sia dapprima speso tirando la volata ad uno schieramento politico e successivamente fidato dell’unica categoria più inaffidabile dei marinai: i politici. Pecunia non olet, ma ne ha fregati parecchi.

  

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