Buio Pesto: tra ritiri, beneficenze, scazzi su facebook e benefattori

di Osvaldo Ambrosini.

I pionieri del settore furono i Pitura Freska, una reggae-rock band veneziana che, sdoganando il dialetto locale, arrivò ad imporsi a livello nazionale grazie a canzoni ironico-demenziali. Tra le più famose Pin Floi e Papa Nero, con la quale parteciparono addirittura al Festival di Sanremo nel 1997.

La moda delle band dialettali scoppiò quindi verso la metà degli anni 90 un po’ in tutte le regioni e, per quanto riguarda la nostra, i Buio Pesto furono quelli che meglio di altri seppero sfruttare il momento diventando in poco tempo molto popolari.

Dopo circa vent’anni di attività, nel 2013 venne annunciato il ritiro dalla scene dal leader Massimo Morini che, denunciando le molte insolvenze da parte di enti e organizzatori che constavano perdite economiche non più sopportabili (circa 50 mila euro), comunicò che in occasione della tappa genovese del 5 settembre sarebbe calato il sipario sulla band. L’anno successivo tornarono – incredibilmente – sulle scene, chiarendo che la resurrezione era stata possibile grazie ad una considerevole donazione, arrivata da parte di un anonimo benefattore.

Tuttavia la recente polemica con il comune di Savona ha messo in luce alcuni aspetti che forse ai più erano sfuggiti. Intanto è necessario chiarire cosa si intenda per concerto in beneficenza tout court e cosa invece intendano i Buio Pesto. Nel primo caso si dà per scontato che la prestazione degli artisti sia priva di compenso o che al massimo possa prevedere un rimborso per la trasferta e per le spese vive. La band di Bogliasco invece, che non richiede quasi mai nei propri concerti il pagamento di un biglietto d’ingresso, riceve nella maggior parte dei casi la rimunerazione del proprio cachet (intorno agli 8 mila euro) dall’ente o dall’organizzazione che ne richiede la performance. Quindi organizza all’ingresso del luogo stabilito per il concerto una raccolta fondi – ad offerta libera – destinati alla beneficenza. Insomma un modo di far beneficenza, sebbene pur sempre apprezzabile, quantomeno un po’ discutibile proprio perché non viene specificato che nulla è sottratto al compenso degli artisti.

Inoltre le accuse rivolte pubblicamente su facebook agli amministratori savonesi – e a quelli che avrebbero dovuto organizzare la tappa del tour di Masone -, ritenuti colpevoli di non aver rispettato gli accordi, non fanno onore alla band e al loro leader che, qualunque sia la verità, hanno messo in mostra i limiti comunicativi di un artista resosi protagonista di un penoso sputtanamento mediatico.

Nel corso degli anni alcune prestazioni a favore del politico Vaccarezza (Forza Italia) e la presenza dello scorso anno in occasione della chiusura della campagna elettorale del centrodestra savonese, sono indizi che potrebbero indurre a definire la band politicamente schierata. A conferma di questo l’immediata intercessione del governo regionale ligure che, nella persona del Presidente Toti, per dirimere gli scazzi su facebook di Morini contro il comune di Savona, ha comunicato che si occuperà dell’organizzazione del concerto savonese.

Pur ritenendo legittimo per una band dimostrare pubblicamente simpatie o affinità politiche, cosa peraltro nota nell’ambiente, ci si chiede quanto sia stata grande la fortuna dei Buio Pesto nel corso della loro storia, ad ogni difficoltà è sempre giunto in soccorso un benefattore. Chissà se poi tra benefattori non si conoscano pure.

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