Massimo Arecco, ascesa e caduta. Una storia savonese

Siamo probabilmente ai titoli di coda della carriera politica di Massimo Arecco, nata grazie ad una sorprendente ascesa della sua popolarità nell’ultimo dei cinque anni passati tra i banchi dell’opposizione (2015) – a fronte dei primi 4 trascorsi quasi nell’anonimato -, quando si rese protagonista di arringhe degne del pool mani pulite contro una giunta Berruti II ormai alle corde. Si guadagnò per questo sul campo i galloni di capo carismatico della Lega savonese che lo individuò, senza esitazioni, quale candidato sindaco in vista delle amministrative del 2016.

Era il 2 aprile del 2016 e fu probabilmente il punto più alto della sua popolarità: da quel momento in poi una lunga, lenta e inesorabile discesa. Dopo solo tre giorni infatti fu esautorato dal ruolo, quando il duo Toti – Vaccarezza impose alla Lega savonese la candidata Caprioglio e, nonostante la vittoria del centrodestra nel giugno seguente, il ruolo di Vicesindaco aveva già il sapore amaro del premio di consolazione.

Le deleghe negate alle partecipate e al ciclo dei rifiuti, cavallo di battaglia di Arecco in campagna elettorale, furono un segnale evidente che fin dall’inizio qualcosa non funzionasse nel rapporto col sindaco. Ma la querelle sul piano del traffico che ciclicamente è emersa in questi anni ha rappresentato un autentico suicidio politico del vicesindaco che testardamente, senza coinvolgere i colleghi della giunta, è andato avanti nonostante i numerosi ammonimenti del Sindaco.

La recente discussione in commissione consigliare sembra aver scritto la parola fine all’esperienza dell’Arecco vicesindaco, trattato alla stregua di uno scolaretto davanti a tutti.

La sua destituzione dall’incarico (ma andrebbero bene anche le dimissioni), che pare ormai inevitabile – anche per mettere al riparo la guida dell’amministrazione savonese nel caso di una candidatura in regione del sindaco Caprioglio (leggi qui) -, sembra essere gradita anche dalla Lega savonese che, di fatto, non è mai scesa in campo apertamente per difendere Arecco oggi più che mai isolato e abbandonato anche dai suoi colleghi di partito.

Arecco, e non solo lui, ci lascerà con una città più sporca, più insicura e molto spesso paralizzata dal traffico, insomma di gran lunga peggiore di come l’aveva trovata. In quasi quattro anni non è riuscito a raggiungere neppure uno degli obiettivi sbandierati in campagna elettorale. Colpa di quelli di prima si dirà: questa volta è vero, perché un Arecco così non ce lo si augurerebbe neppure come amministratore condominiale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...