L’assessore col cerino in mano

di Osvaldo Ambrosini.

Dopo aver atteso qualche giorno dall’elezione del nuovo sindaco della città, Ilaria Caprioglio, prima donna a vestire la fascia tricolore, ha ufficializzato tutte le nomine degli assessori che faranno parte della giunta. In mezzo ad alcuni nomi sicuri anche alcune sorprese. Certo fare i conti con le quote rosa ha reso le cose più complicate ma ricorrendo all’ennesima ‘straniera’ e ad una studentessa le caselle sono state completate. Continua a leggere

Quel che resta della Battaglia

di Matteo Lai.

Cristina Battaglia, fresca della sconfitta a cui ha condotto – piuttosto incolpevolmente – il centrosinistra savonese, affila i denti per rivendicare l’unico posto che, al momento, potrà ottenere: quello di capogruppo Pd in consiglio comunale. Una scelta coraggiosa, diranno alcuni, arrogante per altri. Continua a leggere

Savona, l’assestamento post elettorale di M5s e Centrodestra

di Osvaldo Ambrosini.

Chi pensava che la merda nel ventilatore fosse un’esclusiva del partito democratico savonese, sconfitto alle amministrative, si sbagliava: e di grosso. Anzi occorre essere onesti e ammettere che, per lo meno, dentro al Pd locale non si è fatto finta di nulla, atteggiamento che in regime di renzismo rappresenta già un passo in avanti. Dopo aver ammesso la sconfitta non sono mancate assunzioni di responsabilità da parte dei vertici a cui hanno fatto seguito illustri dimissioni. Elementi che sembrano invece ancora sconosciuti in altri schieramenti politici savonesi.  Continua a leggere

Caro Livio, troppo tardi

di Matteo Lai.

Quando nel 2007 nacque il Pd, solo una piccola parte di iscritti ai Ds decise di non aderire al nuovo partito, non ritrovandovi più le radici storiche della sinistra italiana. D’altro canto il nuovo leader Veltroni (beh, dai, lavato con Perlana, essendo stato in precedenza già segretario dei Ds) era stato chiaro: non un nuovo partito, ma un partito nuovo – un po’ togliattiano, ma chi volete che se ne accorga, avrà pensato il buon Walter -, la cui collocazione era il centrosinistra e la vocazione maggioritaria. Continua a leggere

Dal centrodestra una lezione di campagna elettorale 

di Osvaldo Ambrosini.

Esistono sconfitte difficili da analizzare, così come ci sono sconfitte a volte quasi inspiegabili. Ecco tutto questo non vale per il Pd savonese. La sconfitta nasce da chiare e precise responsabilità che solo una segreteria provinciale cieca e soprattutto sorda non poteva non comprendere per tempo. Che non sia anche questa una di quelle tante espressioni dell’istinto tafazziano tipico della (ex) sinistra? Probabile. Continua a leggere

Savona la rossa

di Matteo Lai.

Chi, da destra, continua in queste ore a ripetere il mantra “Savona non è più rossa”, ha capito poco della nostra città, quasi quanto i dirigenti Pd che hanno catapultato una candidata “genovese” all’ombra della Torretta. La realtà è esattamente l’opposto. I savonesi, almeno, la maggioranza di loro, gli stessi che per 18 anni hanno supportato e sopportato sindaci e scelte amministrative quantomeno discutibili, purché fossero di sinistra, hanno avuto una crisi di rigetto. Continua a leggere

Perchè voterò scheda bianca

di Osvaldo Ambrosini.

Dal compimento della maggiore età non ho mai mancato ad un solo appuntamento con le urne. Probabilmente per il tipo di educazione ricevuta, figlia anche di falsi miti che, da quando ero ragazzo, venivano spacciati come verità assolute. Tra queste perle come: “Se non vai a votare non troverai lavoro”, oppure “Se non vai a votare il tuo nome sarà scritto in uno specifico elenco e pubblicato all’albo pretorio del tuo comune” (una sorta di lista di proscrizione) o ancora “Se non voti per tre consultazioni consecutivamente perderai per sempre il diritto al voto”.  Continua a leggere