Ciao Balla… non tornare più

di Osvaldo Ambrosini.

Come un uragano a ciel sereno arriva lui il presidente, padrone, provocatore da sempre di una piazza che altro non chiederebbe se non un po’ di tranquillità, a dare l’ennesimo scrollone ad un campionato iniziato positivamente, dopo l’ennesimo terminato con il cuore in gola.

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Savona FBC: solo i paracarri non cambiano mai idea

di Osvaldo Ambrosini.

La novità delle ultime ore è un’apertura, anzi più di un’apertura, dell’assessore allo sport di Savona all’Albissola ASD, neopromossa in Lega Pro, e attualmente in esilio forzato in quel di Chiavari causa inadeguatezza del proprio impianto sportivo. Continua a leggere

Gioco del calcio: la fine è vicina

di Osvaldo Ambrosini.

Sembra che la mano invisibile dell’economia, applicata al mondo del calcio, stia facendo di tutto per allontanare il pubblico dagli stadi ed in generale per far disinnamorare gli appassionati di questo sport. Continua a leggere

I sassolini di inizio stagione

di Delfino Mascherato.

Sabato mattina, durante un prolungamento immeritato delle vacanze, vengo raggiunto da una notizia sconcertante (anche se non proprio inattesa, visto il mercato): il capitano Federico Ferrando lascia il Savona! Ma come? Ci sembrava di aver capito che fosse tra i confermati! Continua a leggere

Per la serie A è abbastanza un minuto

di Osvaldo Ambrosini.

La tragedia di Genova passerà alla storia, cinquantacinque anni dopo il Vajont, per il fallimento dell’ingegneria civile e per essere stato, come accaduto per la diga, un disastro annunciato. Il ponte di ferragosto non poteva essere più tragico in un Paese che perde letteralmente i pezzi. Continua a leggere

La vignetta della discordia

di Osvaldo Ambrosini.

I social network sono uno strumento eccezionale, annullano le distanze e permettono interconnessioni fra milioni di utenti, un tempo inimmaginabili. Non a caso la politica già da qualche anno ha capito di non poterne fare a meno. Continua a leggere

Sovranisti di ‘sta Gioconda

di Osvaldo Ambrosini.

La Coppa del Mondo, finita tra le braccia dei cugini d’Oltralpe, invece di limitarsi ad essere festeggiata sui Champs-Élysées e in tutte le piazze delle città francesi come avrebbe dovuto, ha innescato, com’era prevedibile, la solita polemica che ha coinvolto i transalpini non già contro gli avversari croati, battuti in finale, ma con noi italiani. Continua a leggere