Beppin da Cà, un grande savonese sempre più dimenticato 

“Cose cammin-a a fà? Tanto se nu ghe son mi a festa a nu se fa”. La frase, pronunciata dall’ultimo condannato a morte savonese prima dell’abolizione delle esecuzioni capitali con il Codice Zanardelli, l’uxorixida lavagnolese Giovanni Cerro, detto “u Giabbe”, venne colta dal cronista, scrittore e poeta Beppin da Cà, ossia Giuseppe Cava, che la inserì poi nel libro “Vecchia Savona”, insieme a molte altre storie e vicende accadute tra fine Ottocento ed inizio Novecento.  Continua a leggere

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Villapiana: la musica è finita 

Ci sono alcuni gioielli Liberty che ogni buon savonese conosce: il Palazzo dei Pavoni o il Palazzo Delle Piane, volgarmente conosciuto come “delle palle” sono nell’immaginario collettivo di ogni cittadino. Ci sono poi palazzi dello stesso stile che non tutti conoscono: per esempio il Palazzo dei Gatti. Ci sono infine perle dell’art déco che solo pochi saprebbero indicare: una di quelle queste è Palazzo Verdi, posto all’ingresso dell’omonima via. Continua a leggere

La lotta tra le fontane e i savonesi

Se si potesse stilare una classifica delle città capoluogo di provincia con il minor numero di fontane in attività, Savona probabilmente lotterebbe per il primato. Che questo dipenda più dall’essere una città di mare – per cui potrebbe non interessare l’acqua delle fontane – o dalla scarsa attenzione delle amministrazioni locali, oppure da entrambe le cose, è ancora da stabilire, di certo la scomparsa delle fontane savonesi è un dato di fatto. Continua a leggere

Savona: la leggenda del Palazzo di Giustizia

Esistono lasciti delle passate amministrazioni savonesi che, pur essendo passati alla storia come opere importanti e necessarie per la città, non vengono ricordati con altrettanto entusiasmo. Per esempio, avevamo già parlato su queste pagine di come non possa essere ricordato positivamente il rifacimento di piazza Sisto IV avvenuto a metà degli anni 90. Continua a leggere

Savona: i giardini dei miserabili

Se potessimo dare un titolo ai giardini di via Dante Alighieri a Savona, in cui sono presenti due sculture raffiguranti altrettanti autorevoli personaggi savonesi ed uno storico tempietto – che in qualsiasi altro luogo del mondo sarebbe quantomeno conservato con più rispetto -, si potrebbero ribattezzare a pieno titolo come i giardini dei miserabili o, se si preferisce, dei reietti. Continua a leggere

Savona: un ponte lungo fino a Roma


Cosa abbia in comune la nostra piccola città con la Capitale appare più che una domanda una provocazione, talmente è la distanza, non soltanto fisica, tra i due luoghi. Eppure Savona, detta anche “la città dei papi”, almeno dal punto di vista religioso è stata piuttosto vicina, quando non addirittura protagonista, sebbene per un limitato periodo, della storia romana e pontificia. Continua a leggere

Non Brilla(no) più

Se dovessimo nominare uno scultore savonese che ha lasciato un segno indelebile nella nostra città, quello è senza dubbio Antonio Brilla, autore di numerose opere ancora oggi ben visibili. Su tutte probabilmente spicca la cassa lignea della “Deposizione nel sepolcro” (1866), una delle più note e tra le più imponenti della collezione che ogni due anni sfila per le vie della centro in occasione della processione del Venerdì Santo. Durante l’anno è conservata e visibile presso l’Oratorio del Cristo Risorto. Continua a leggere