Favela Savona

di Matteo Lai.

Può una sola immagine descrivere appieno un momento di un luogo, di una città? Se la risposta è positiva, il triste orologio pubblico con su scritto “in riparazione” è sicuramente icona della Savona attuale. Continua a leggere

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L’autodeterminazione del popolo savonese

di Osvaldo Ambrosini.

L’ultima mobilitazione popolare di una certa rilevanza che si è vista in città, la si ricorda in occasione dello sfratto esecutivo ricevuto dagli anziani coniugi, gestori della storica latteria di piazza Chabrol. Era il febbraio del 2014 quando un fiume di gente si era data appuntamento, mettendosi in coda davanti al piccolo bar-latteria, per manifestare solidarietà ai signori Aonzo, diventati per alcuni giorni improvvisamente i savonesi più famosi, insieme alla ricetta “segreta” del loro frappé. Continua a leggere

E’ Savona, porco cane

di Matteo Lai.

L’ondata di sdegno che sta suscitando l’ordinanza dedicata alle deiezioni canine sta sollevando un polverone che rischia di mettere in seria difficoltà la giunta Caprioglio. Continua a leggere

Spezziamo un’arancia per il Tavecchio savonese

di Billy The Kid

La grave crisi dei conti della municipalizzata della nettezza urbana di Savona, ATA, è figlia di gestioni quanto meno poco attente o, nella peggiore delle ipotesi, addirittura in malafede. Ciò non esonera quindi dalle responsabilità l’ex direttore, fresco di licenziamento, Luca Pesce. Continua a leggere

Savona in saldo

di Matteo Lai.

Dopo la stagione delle chiusure, iniziata con il botto con la chiusura – in rapida successione – del nido di via San Lorenzo e della piscina comunale di piazzale Eroe dei Due Mondi, poi proseguita in uno schizofrenico taglio di nastri legati a iniziative private (prima fra tutte: l’inaugurazione del temporary shop del Genoa) e di serrate di luoghi pubblici (il piazzale del Priamar, il controviale di corso Tardy e Benech), già da qualche tempo si aggira, per la città della Torretta, lo spettro del salvifico intervento privato. Continua a leggere

C’era una volta Savona

di Matteo Lai.

La nostra società sembra ormai di plastica, dove il lavoro ed i suoi strumenti sembrano offendere l’occhio di chi guarda, privarlo della bellezza dei luoghi. Un tempo, fino a poco tempo fa, era normale vedere – ad esempio – le barche sulla spiaggia, senza che queste venissero considerate un attentato alla sicurezza dei bagnanti e rinchiuse in “riserve indiane” come avvenuto a Zinola, Continua a leggere

Savona: tanto peggio, tanto meglio

di Osvaldo Ambrosini .

Per indicare la nostra città esiste un vecchio detto in dialetto genovese, che recita più o meno cosi: “andemmu a Savunn-a quellu paise dunde i fiôri e ciamman sciôe”. Un detto per la verità un po’ datato, vuoi perché “scioe ghe n’è sempre menu”, vuoi perché a parlar dialetto sono rimasti in pochi. Continua a leggere