Bombe: un primato tutto savonese

di Osvaldo Ambrosini.

Da sempre la parola bomba, associata al nome della nostra città, evoca momenti storici poco piacevoli. Proprio sulle pagine di questo blog raccontammo come Savona fu la prima città, insieme a Genova, ad aver subìto un bombardamento aeronavale per mano degli Alleati durante il secondo conflitto mondiale. Continua a leggere

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I disgraziati giardini di via Verdi

di Matteo Lai.

C’è un angolo di verde savonese che sembra toccato dalla malasorte. Parliamo dei giardini di via Verdi, piccolo polmone in un quartiere densamente edificato quale è Villapiana. Ampliati ed ammodernati in seguito allo spostamento della fabbrica Magrini Galileo in Val Bormida – grazie agli oneri di urbanizzazione conseguimenti all’edificazione dell’area – circondano ora quasi completamente le scuole elementari Mazzini, in tempi più oscuri già dedicate alla madre del duce, Rosa Maltoni. Continua a leggere

Merda sponsorizzata 

di Osvaldo Ambrosini.

Nemmeno l’artista Piero Manzoni aveva osato tanto, uno che di merda se ne capiva a tal punto da chiuderne una porzione in una scatoletta e assurgerla al rango di opera d’arte. Valutazione: inestimabile. Un ready made ancor più provocatorio di quello del maestro Duchamp, l’inventore della specialità e famoso per l’opera ‘La Fontana’, di fatto un vespasiano. Continua a leggere

#AridateceDiCanio

di Osvaldo Ambrosini.

L’ex calciatore laziale, famoso per i saluti romani sotto la curva degli Irriducibili biancoazzurri, nota tifoseria fascista, è stato sospeso da Sky per aver indossato una polo a maniche corte che ha permesso al pubblico di leggere la scritta ‘DVX’ tatuata su un bicipite. Non si tratta di ipocrisia ma di buon gusto e rispetto per chi paga un abbonamento, tra l’altro la trasmissione che conduceva si occupava del calcio inglese di cui Di Canio, indiscutibilmente, è un esperto. Continua a leggere

Rigurgiti fascisti? No, rutti nazisti

di Matteo Lai.

Nonostante Maria Elena Boschi, la brillante zarina del renzismo, cerchi di dimostrare giornalmente che l’antifascismo è roba per i libri di storia e non per la politica attuale, c’è chi invece si attiva per dimostrare il contrario. Continua a leggere

Cosa resta di quella Liberazione. Lettera aperta a Nicolick

di Osvaldo Ambrosini.

A 70 anni di distanza da quel 25 Aprile il ricordo si fa fioco nelle nostre menti, senza contare che i testimoni di quell’esperienza, purtroppo ma fisiologicamente, sono sempre meno. Allora ecco che a sporcare la memoria, già fievole, ci pensano i professionisti del revisionismo. Continua a leggere