Caprioglio al bivio: in fuga o sotto tutela?

di Matteo Lai.

Negli ultimi giorni si sono segnalati due fatti “politicamente” significanti, nel panorama savonese: da un lato la cena a casa di Elda Olin Verney, dall’altro l’intervista al presidente ligure Toti, dove “tocca il tempo” al sindaco Caprioglio. Due eventi tutti interni al centrodestra che segnano un momento di passaggio importante. Continua a leggere

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Guerra in Siria: #Mogherinivattene

di Matteo Lai.

L’attacco anglo-franco-statunitense in Siria mostra, per l’ennesima volta, come una politica estera comune dell’Ue non esista. Di più, ha plasticamente dimostrato come le ‘lady PESC’ che si sono succedute alla guida del ‘ministero degli Esteri’ dell’Unione siano poco più che delle belle statuine. Continua a leggere

Giulia Stella chi?

di Osvaldo Ambrosini.

In una città storicamente operaia come Savona, la poltrona del segretario della Camera del Lavoro ha da sempre avuto una notevole considerazione, non soltanto all’interno della realtà del sindacato, ma in tutto l’ambiente economico e produttivo. Continua a leggere

Un renzista è come un diamante: per sempre

di Osvaldo Ambrosini.

Stupidamente mi ero illuso, il giorno dopo la debacle del Pd alle politiche, che le (non) dimissioni del segretario avrebbero finalmente liberato il partito, diventato da qualche anno ad personam come non lo fu neppure l’IDV di Di Pietro o la peggiore Forza Italia berlusconiana, dal giogo renziano. Mi sbagliavo. Continua a leggere

Credevo che piovesse, non che grandinasse

di Matteo Lai.

Con queste parole Alcide De Gasperi commentò, dopo il 18 aprile 1948, la straripante vittoria della Democrazia Cristiana sul Fronte Popolare (l’alleanza tra Pci e Psi). Oggi, sebbene sedendosi dalla parte degli sconfitti, anche Matteo Renzi potrebbe usare queste parole. Continua a leggere

Renzi non te ne andare, si può ancora peggiorare

di Osvaldo Ambrosini.

Non solo la distanza da quel 40,8% delle europee del 2014 è siderale, ma anche quella tanto perculata ‘quota Bersani’ (25,42% alle politiche del 2013) è un miraggio. Per il Pd di Renzi le politiche del 2018 sono state una Waterloo, impossibile non ammetterlo: altri segretari, per molto meno, verso mezzanotte avrebbero comunicato in diretta tv le dimissioni. Continua a leggere

Elezioni: non solo come si vota, ma cosa

di Matteo Lai.
In questi giorni sulle tv siamo bombardati di istruzioni sul “come si vota” ovvero, essenzialmente, in due modi: o tracciando una croce sul simbolo (votando così sia i candidati nei collegi plurinominali che il candidato nell’uninominale) oppure con una croce sul nome del candidato nel collegio uninominale (rinunciando, di fatto, a metà voto). Non sono ammessi il voto disgiunto (grande autogoal del Pd) né le preferenze: i candidati li troveremo già belli scritti sulla scheda, secondo l’ordine deciso dalle liste.

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