Savona: premi ai dirigenti. La solita indignazione priva di fondamenta

di Osvaldo Ambrosini.

Ogni anno, puntuale come il Natale, esplode la polemica sui premi ai dirigenti del comune di Savona. Per qualcuno considerati troppi soldi, per qualcun altro neppure meritati e per altri ancora, infine, il predissesto del Comune dovrebbe di per sé essere una buona ragione per azzerarli, quantomeno per coerenza. Continua a leggere

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Il negazionismo renziano

di Matteo Lai.

Nonostante il buon Orfini si arrampichi sugli specchi per spiegare che – in realtà – la Caporetto dei ballottaggi non è una sconfitta, la debacle subita domenica dal Pd è abbastanza evidente, soprattutto considerando la sconfitta in roccaforti storiche della sinistra come Genova, La Spezia, Pistoia e Sesto San Giovanni. In realtà, ci sono almeno cinque motivi principali per cui la disfatta ha assunto proporzioni bibliche. Continua a leggere

Ma come ti vesti?

di Osvaldo Ambrosini.

Capita spesso, alle persone comuni che si trovino improvvisamente investite di notorietà – vuoi per meriti sportivi o grazie alla partecipazione ad un talent televisivo o, ancora molto più di frequente, a seguito di una discesa in campo politico – di non saper gestire al meglio, almeno nella prima fase, l’impatto mediatico.. Continua a leggere

La fattoria ligure dei cinque stelle

di Osvaldo Ambrosini.

Questa volta che, in occasione delle amministrative genovesi, il M5s avrebbe avuto la reale possibilità di vincere e contemporaneamente piantare la prima bandierina in una amministrazione comunale ligure, il suo capo (nonché depositario del blog a sua insaputa) ha deciso di non voler vincere. Continua a leggere

Europa, figuraccia a Cinque Stelle

di Matteo Lai.

Quando Grillo ha annunciato il referendum sulla rete – novello plebiscito e forma di partecipazione principale del M5S – per l’adesione all’eurogruppo dell’ALDE, in molti sono saltati sulla sedia. Probabilmente, infatti, i liberaldemocratici sono i più distanti dalle idee pentastellate. Continua a leggere

Elezioni provinciali savonesi, la pelle dell’orso

di Matteo Lai.

Quando, nel 2014, si decise di soffocare lentamente le Province, si fece un’operazione molto semplice: quella di vendere la pelle dell’orso prima di averla ucciso. Si tagliarono i trasferimenti senza diminuire le funzioni delegate, si fecero smobilitare i dipendenti e si cancellò l’elezione diretta di consiglieri e presidente. Continua a leggere

Gli #hashtag del 2016 savonese

di Osvaldo Ambrosini.

Se dovessimo raccontare l’anno appena trascorso attraverso gli hashtag, metodo tristemente diffuso anche in ambito politico, bisognerebbe iniziare citando l’ormai celebre #enjoy adottato da Gianluca Vacchi, il fortunato imprenditore (?) che vive di rendita, reso famoso più dai social media che per le capacità imprenditoriali. Continua a leggere