Beppin da Cà, un grande savonese sempre più dimenticato 

“Cose cammin-a a fà? Tanto se nu ghe son mi a festa a nu se fa”. La frase, pronunciata dall’ultimo condannato a morte savonese prima dell’abolizione delle esecuzioni capitali con il Codice Zanardelli, l’uxorixida lavagnolese Giovanni Cerro, detto “u Giabbe”, venne colta dal cronista, scrittore e poeta Beppin da Cà, ossia Giuseppe Cava, che la inserì poi nel libro “Vecchia Savona”, insieme a molte altre storie e vicende accadute tra fine Ottocento ed inizio Novecento.  Continua a leggere

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Bormida, non è soltanto un fiume che va al contrario

di Osvaldo Ambrosini.

Per noi savonesi, o ‘cicciolli’ come ci chiamano in Val Bormida, uno dei più frequenti sbeffeggi nei loro confronti sta proprio nel ricordargli che l’omonimo fiume, che dà il nome a tutta la vallata scorra al contrario, cioè verso nord, in direzione del Piemonte verso la Pianura Padana, per confluire prima nel Tanaro e finire nel Po, per poi dirigersi verso l’Adriatico. Continua a leggere

Le rivoluzioni, a tavola, dei savonesi

di Matteo Lai e Osvaldo Ambrosini.

La storia ci insegna che assai raramente l’italiano si è sollevato in massa contro un tiranno, un occupante straniero o per realizzare una rivoluzione. Probabilmente in un futuro più o meno lontano gli scienziati scopriranno che questa tendenza non è dovuta a una scarsa coscienza civile ma a un gene, presente anche nel patrimonio genetico dei savonesi, nonostante la Medaglia d’oro per la Resistenza.  Continua a leggere

FN: essere ignoranti è un diritto ma c’è chi se ne approfitta

di Osvaldo Ambrosini.

Ultimamente le analogie con la Lega Nord si sprecano, l’unica differenza è che Forza Nuova ci arriva dopo e male, un po’ come il compagno di scuola meno capace che copia il compito in classe, ma con qualche errore in più. Dopo l’idea delle ‘passeggiate della sicurezza’ scopiazzata dalle ‘guardie padane’, tra l’altro a Savona messe fuori legge da un’ ordinanza prefettizia, ora è il turno dell’invenzione del ‘registro dell’accoglienza’. In poche parole soltanto una provocazione nei confronti di chi, al contrario loro, ritiene sia doveroso un impegno della città verso i migranti che a migliaia raggiungono le coste del nostro paese.  Continua a leggere