Asili: un’eredità per Savona, non per Villapiana

di Matteo Lai.

La strategia dell’attenzione della giunta Caprioglio, che la porta a comunicare compulsivamente qualsiasi avvenimento sia appena appena degno di nota, ha come contropartita un flusso di notizie incontrollabile, che può portare anche a incorrere in momenti che – ad una più attenta lettura – sono di vero imbarazzo. Continua a leggere

Savona: cosa non avrebbe fatto un commissario?

di Osvaldo Ambrosini.

Gli ingredienti erano quelli giusti: una candidata giovane, di bella presenza, con una buona dialettica, mamma, savonese d’adozione, un bel sorriso. Il tutto condito con una buona dose di promesse elettorali in cui si indicava l’unica via possibile per uscire da un torpore lungo vent’anni. Obiettivo migliorare la città e, in generale, la qualità della vita dei savonesi. L’avversario – in questo caso, l’intera coalizione avversaria – era il classico pugile a fine carriera che, dopo qualche incontro vinto da giovane, non incrociava più un vero rivale da molti anni. Continua a leggere

Savona, sconto se “salti” scuola per pattinare

di Matteo Lai.

Bocciate figli del popolo, che rimanga qualche idraulico. La celebre, caustica battuta di Marcello Marchesi sembra attanagliarsi perfettamente alle linee programmatiche dell’amministrazione savonese, in materia di educazione dei fanciulli. In neppure un anno abbiamo infatti assistito a una serie di sforbiciate degne dei più celebri acconciatori. Peccato che in questo caso ad essere acconciati, anzi, conciati per le feste siano state le famiglie. Molte le colpe della precedente giunta che sicuramente ha portato la città sull’orlo del baratro, mentre l’attuale le sta facendo fare il decisivo passo avanti. Nel vuoto. Continua a leggere

La bimba, la sindaca e la mensa: oltre la polemica

di Billy The Kid.

E’ di oggi la polemica, rilanciata su un quotidiano online locale, nata in seguito a una lettera scritta al sindaco di Savona da parte di una bambina, che lamentava di non poter mangiare a scuola “le cose buone della mamma”. In un momento di rincari dei servizi alle famiglie (non solo della mensa, ma anche degli asili nido), – e premettendo che sia realmente la piccola ad aver scritto la missiva – la pargoletta mano non poteva vergare scritto più esplosivo. Continua a leggere

Ancora oggi, #jesuischarlie

di Matteo Lai.

L’indignazione, tipicamente di stampo italico, contro un inesistente nemico terzo, reo – secondo l’accusa – di essere irriverente nei confronti delle vittime del tragico sisma del 24 agosto, è veramente deprimente. Deprimente come coloro che ieri ammantavano il proprio profilo Facebook con la bandiera francese, oppure scrivevano sui social network #jesuischarlie senza nemmeno aver mai sbirciato una vignetta del giornale satirico d’Oltralpe, oppure ancora – dopo la trgedia di Nizza – dicevano “siamo in guerra, siamo tutti francesi” ed oggi invece augurano il peggio ai nostri confinanti oppure si chiedono, irridenti, dove siano finiti tutti i sostenitori post-attentato di Charlie Hebdo. Continua a leggere