Savona: i dolori del giovane Massimo

di Osvaldo Ambrosini.

Anche Savona ha avuto il suo romanzo epistolare. Certo l’autore non è del livello di Goethe, ma come si dice, nel nostro piccolo ci si deve accontentare. Per molto tempo il ‘Massimo di lotta’ ha scritto e fatto pubblicare lettere dai banchi dell’opposizione, per denunciare o sollecitare l’allora amministrazione comunale di centrosinistra a gestire la cosa pubblica con maggior correttezza ed equità, schierandosi a favore dei più deboli, dalla parte della tutela territorio e paladino della buona gestione delle società partecipate. Una sorta di Peter Pan post-moderno. Continua a leggere

Le grandi scoperte del centrodestra savonese

di Osvaldo Ambrosini.

A quanto pare esiste un’emergenza criminalità anche a Savona, ma la vera notizia è che oggi chi amministra ha capito che per risolvere il problema non sono sufficienti il paio di slogan ben urlati in campagna elettorale.. Continua a leggere

Airbnb: appartamento presidenziale a Savona 

di Osvaldo Ambrosini.

Al ‘presidente silenzioso’, a due anni scarsi dalla nomina, è toccata in sorte la sventura di venire in visita a Savona. Purtroppo per lui un altro presidente, il più amato della storia repubblicana Sandro Pertini, è nato proprio a due passi dal capoluogo. La commemorazione dal 120esimo anno dalla nascita del ‘partigiano come presidente’ non poteva quindi esimere Mattarella dall’impegno istituzionale.  Continua a leggere

Scuole liguri, falsa partenza

di Matteo Lai.

È il 22 settembre 1992 quando il torrente Quiliano e il Letimbro – oltre ai loro affluenti e ad altri corsi d’acqua tra cui il Segno – si gonfiano d’acqua e tracimano, seminando morte e distruzione. Pochi giorni dopo la stessa sorte capiterà a Genova, colpita da un’alluvione che a molti ricorderà quella del 1970. Da allora, con cadenza annuale, ogni autunno ad una parte della nostra Regione toccherà andare sott’acqua, spesso con cadenze ravvicinate: si pensi a quanto successo proprio nel capoluogo nel 2011 e poi nel 2015. Continua a leggere

Ancora oggi, #jesuischarlie

di Matteo Lai.

L’indignazione, tipicamente di stampo italico, contro un inesistente nemico terzo, reo – secondo l’accusa – di essere irriverente nei confronti delle vittime del tragico sisma del 24 agosto, è veramente deprimente. Deprimente come coloro che ieri ammantavano il proprio profilo Facebook con la bandiera francese, oppure scrivevano sui social network #jesuischarlie senza nemmeno aver mai sbirciato una vignetta del giornale satirico d’Oltralpe, oppure ancora – dopo la trgedia di Nizza – dicevano “siamo in guerra, siamo tutti francesi” ed oggi invece augurano il peggio ai nostri confinanti oppure si chiedono, irridenti, dove siano finiti tutti i sostenitori post-attentato di Charlie Hebdo. Continua a leggere

Libero: tra ignoranza e malafede

di Osvaldo Ambrosini.

È vero, qualcuno dirà, ad una certa età e con un consistente peso corporeo sarebbe bene non prendere più parte a certe azioni operative in cui, con il caldo, lo sforzo fisico aumenta così come lo stress.  Continua a leggere

Italia: non è un Paese per sbirri 

di Matteo Lai.

Se fai il poliziotto – in Italia inteso in senso lato, nelle diverse declinazioni nazionali e locali – generalmente lo fai perché lo hai deciso, non perché ti è capitato un concorso “per caso”. Se fai il poliziotto metti in conto di prendere delle botte, degli insulti, anche di morire in servizio o per sua causa. Continua a leggere