Charlie Hebdo, tout est oublié

di Osvaldo Ambrosini.

Prima di quel famoso 7 gennaio 2015 in pochi, nel nostro Paese, conoscevano il giornale satirico per eccellenza. Quello che pagò a caro prezzo l’ironia dissacrante nei confronti della politica e di ogni tradizione religiosa, in particolare modo contro il mondo islamico. Continua a leggere

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Gli indifferenti

di Matteo Lai.

Viviamo tempi oscuri, nei quali ‘antifascismo’ e ‘fascismo’ sono solo due etichette da rifuggire in nome di una presunta apoliticità. Eppure, soprattutto nel nostro Paese, non dovrebbero essere opzioni possibili per chi vive e accetta le regole della civile convivenza stabilite dalla Repubblica nata dalla Resistenza. Continua a leggere

Savona, avanzi di antifascismo

di Matteo Lai.

Fino a qualche anno fa avremmo giurato che l’antifascismo fosse nel DNA di Savona. Oggi ne dubitiamo molto. C’è addirittura chi considera l’essere fascista come una opzione percorribile o, comunque, non disdicevole. Continua a leggere

Vive la France, anche se odiosa

di Matteo Lai.

Mondiale 2018. Sappiamo tutti come è finita: ha vinto la Francia e la ‘cenerentola’ croata se n’è tornata a casa non a mani vuote ma quasi: arrivare secondi o non partecipare è quasi la stessa, lo sanno bene gli olandesi, che hanno accarezzato il titolo iridato tre volte. Continua a leggere

Il governo del cambiamento?

di Matteo Lai.

Dopo aver lanciato un po’ di letame sul presidente della Repubblica accusandolo – nell’ordine – di essere anti democratico, di violare la Costituzione e di non volere un governo scelto dalla maggioranza degli italiani Continua a leggere

Caro Fico, provaci tu…

di Matteo Lai.

L’ultimo fu Luciano Violante. L’ultimo presidente della Camera dei Deputati (dal 1996 al 2001) a non appartenere a un partito estinto, o in via di estinzione. Eh sì, perchè i vari leader che da allora si sono succeduti alla guida del ramo più numeroso del parlamento, subito dopo la fine del loro mandato hanno rischiato la marginalizzazione politica, quando non la vera e propria sparizione. Continua a leggere

Salvate la penosa maestra di Torino

di Matteo Lai.

Sulla maestra che, nella manifestazione di Torino, inveisce contro i poliziotti, schierati ad impedire che esponenti di CasaPound e antifascisti entrassero in contatto, si è già detto un po’ di tutto. Generalmente le posizioni sono abbastanza nette: o se ne chiede il licenziamento, o la si difende, inaugurando, da sinistra, un “benaltrismo” tipico della destra salviniana (“sono ben altri i dipendenti pubblici da licenziare…” – declinando poi a seconda dei casi: “i picchiatori del G8”, “i timbratori seriali”, eccetera eccetera). Continua a leggere