La divisa era una cosa seria

di Osvaldo Ambrosini.

Nate per distinguersi in battaglia dai nemici, le divise sono poi state ampiamente utilizzate nell’epoca moderna per identificare soprattutto le forze dell’ordine e i corpi dello Stato. Continua a leggere

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Chiamami vigile urbano

di Matteo Lai.

C’è da qualche tempo – nella categoria lavorativa a cui appartengo – una vistosa frattura lessicale. Ci si divide tra quelli che, per inerzia, pigrizia o per rendere più svelta la comprensione del linguaggio si definiscono ‘vigili’ e quelli che rifuggono con orrore da questa definizione, richiamandosi alla trentennale dicitura di polizia municipale o locale. Continua a leggere

Velocità. Dramma teatrale in atto unico.

di Matteo Lai.

Italia, un qualsiasi luogo, in un qualsiasi giorno, ad una qualsiasi ora. Continua a leggere

“Dottore, dal vivo cambia tutto”

di Matteo Lai.

La paradossale vicenda della nave Diciotti, nave della Marina Militare, attraccata in un porto italiano ma – essendo “colpevole” di aver salvato immigrati – tenuta in ostaggio da un uomo barbuto, dal colorito olivastro e dalle molteplici mogli (sì, parliamo proprio di Salvini…), ha avuto una pagina di sconfortante umanità. Continua a leggere

Fraterni saluti alla sinistra

di Matteo Lai.

Fortuna o età han deciso di farmi sfiorare quel periodo storico in cui la sinistra italiana, pur essendo in pesante trasformazione, conservava ancora alcuni linguaggi e riti – diciamo così – Novecenteschi. A cavallo tra gli anni ’90 ed il primo quinquennio del Duemila, le lettere si concludevano ancora con “fraterni saluti”, ci si chiamava “compagne” e “compagni”, le sezioni esistevano ancora ed esisteva una base politico-culturale comune entro la quale ci si riconosceva. Continua a leggere

Palazzo Santa Chiara, vergogna bipartisan

di Matteo Lai.

Tempo addietro, sulle pagine (virtuali) di questo blog, avevamo a più riprese rimarcato come la precedente giunta a trazione Berruti – di Tullio avesse (mal) utilizzato Palazzo Santa Chiara per scopi pre-elettoralistici. Bei tempi, quando si poteva perculare una giunta perché apriva in pompa magna un cancello, con l’unico merito di aver asfaltato un cortile. Continua a leggere

La sicurezza e le colpe dell’amministrazione: anzi, no

di Matteo Lai.

Sarà un po’ perché la cronaca più o meno nera “tira” sempre, sarà perché – la teoria della “finestra rotta” insegna – tra strade piene di fossi, scarsa pulizia e tagli al sociale, Savona, più che una piccola Miami, assomiglia a una Mogadiscio che non ce l’ha fatta, ma in questi giorni il “problema sicurezza” – tra rapine armi in pugno e risse tra clochard – sembra tornato prepotentemente alla ribalta, che sembra di essere tornati nei giorni più cupi della campagna elettorale. Continua a leggere