Fraterni saluti alla sinistra

di Matteo Lai.

Fortuna o età han deciso di farmi sfiorare quel periodo storico in cui la sinistra italiana, pur essendo in pesante trasformazione, conservava ancora alcuni linguaggi e riti – diciamo così – Novecenteschi. A cavallo tra gli anni ’90 ed il primo quinquennio del Duemila, le lettere si concludevano ancora con “fraterni saluti”, ci si chiamava “compagne” e “compagni”, le sezioni esistevano ancora ed esisteva una base politico-culturale comune entro la quale ci si riconosceva. Continua a leggere

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Palazzo Santa Chiara, vergogna bipartisan

di Matteo Lai.

Tempo addietro, sulle pagine (virtuali) di questo blog, avevamo a più riprese rimarcato come la precedente giunta a trazione Berruti – di Tullio avesse (mal) utilizzato Palazzo Santa Chiara per scopi pre-elettoralistici. Bei tempi, quando si poteva perculare una giunta perché apriva in pompa magna un cancello, con l’unico merito di aver asfaltato un cortile. Continua a leggere

La sicurezza e le colpe dell’amministrazione: anzi, no

di Matteo Lai.

Sarà un po’ perché la cronaca più o meno nera “tira” sempre, sarà perché – la teoria della “finestra rotta” insegna – tra strade piene di fossi, scarsa pulizia e tagli al sociale, Savona, più che una piccola Miami, assomiglia a una Mogadiscio che non ce l’ha fatta, ma in questi giorni il “problema sicurezza” – tra rapine armi in pugno e risse tra clochard – sembra tornato prepotentemente alla ribalta, che sembra di essere tornati nei giorni più cupi della campagna elettorale. Continua a leggere

Lo hanno lasciato solo

di Osvaldo Ambrosini.

Nei giorni che hanno preceduto il corteo di Macerata, i media hanno parlato diffusamente del pericolo che una manifestazione di questo tipo avrebbe potuto nascondere, considerata la risonanza dei recenti eventi di cronaca. Anche per questo motivo le scelte, da parte di chi è chiamato a mettere in campo gli strumenti adeguati per garantire l’ordine pubblico, hanno tenuto conto di questo allarme. Continua a leggere

I carabinieri fanno le multe, dai

di Matteo Lai.

Sui gruppi savonesi è tutto un fiorire di commenti – più o meno favorevoli – sulla discesa in campo dell’Arma dei Carabinieri per contrastare il dilagante fenomeno delle soste selvagge. In molti additano i “vigili” come fannulloni: generalmente gli stessi che vorrebbero la polizia municipale impegnata a contrastare – oltre alle violazioni al codice della strada – anche l’abbandono incontrollato di rifiuti, il diffondersi di comportamenti incivili, l’insudiciamento conseguente alle deiezioni canine e – ahimè – umane, la microcriminialità, oltre a pretendere un “vigile” per incrocio se c’è traffico. Continua a leggere

Il verbale che arriva da lontano

di Matteo Lai.

In “Amici miei” ci hanno insegnato che cos’è il genio: “È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”. Caratteristiche che sembrano un po’ descrivere l’amministrazione provinciale a guida Monica Giuliano. Continua a leggere

Genova, la Polizia Locale ringrazia

di Matteo Lai.

Genova. Esterno. Notte. Due operatori di polizia municipale vengono comandati in servizio quali ‘uomini transenna’ a sbarrare il tunnel di via Canevari. Il servizio è in straordinario e, di straordinario, ha anche la desolante inutilità e monotonia. Bisogna stare lì, fermi, ad impedire l’accesso a qualche cittadino che non si accontenti dei segnali di divieto: un servizio che richiedere la professionalità pari a quella di una barriera newjersey in cemento ma – tant’è – si continua a preferire il ‘materiale umano’ che probabilmente costa meno ed in più – se le cose vanno male – si può facilmente incolpare. Continua a leggere