Salerno: segnaletica impossibile… ma vera

di Osvaldo Ambrosini.

Capita spesso di incontrare sulla nostra strada un certo tipo di segnaletica, orizzontale o verticale che sia, che definire stravagante sarebbe riduttivo. Spesso si tratta di evidenti errori che successivamente vengono corretti, altre volte invece, complice la mancanza di risorse economiche dell’ente proprietario della strada, siamo di fronte ad imbarazzanti adattamenti che, sebbene comprensibili, non si avvicinano minimamente a quanto previsto dal regolamento di esecuzione del Codice della Strada. Continua a leggere

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Caro “compagno” ti scrivo

di Matteo Lai.

Da sempre una delle attività principali della sinistra sdoganata dalla caduta del Muro di Berlino è – ahimè – il voler comprendere le ragioni dei “ragazzi di Salò”, compiacendosi nel trovare eventuali azioni dei partigiani non improntate a quel limpido eroismo che, invece, si pretende da eroi – giovani, belli e di plastica – come si vorrebbero i protagonisti della lotta di Liberazione. Tuttavia questa azione sconta un grave difetto: la decontestualizzazione dalla realtà storica dell’epoca. Continua a leggere

Macron e Renzi: due cammini, un solo destino?

di Matteo Lai.

C’è chi si era innamorato di Renzi, il rottamatore, il “nuovo che avanza”. C’è chi, invece, si era limitato a saltare sul carro di quello che sembrava il vincitore designato, per non rimanere travolto. Continua a leggere

Bonus asilo con rincorsa 

di Osvaldo Ambrosini.

Se la Presidenza del Consiglio dei Ministri dovesse preparare uno spot pubblicitario per promuovere il bonus per gli asili nido, potrebbe rappresentare una scena in cui, in una ideale pista d’atletica, intere famiglie con in braccio i figli nati dal 1° gennaio 2016, scattino alla partenza sgomitando con le altre pur di arrivare primi al traguardo. Continua a leggere

L’antifascismo del camerata Renzi

di Matteo Lai.

Una premessa. Mette veramente male considerare il fascismo “un’opinione” come tutte le altre. Parente stretto del nazismo, che ha ispirato (Hitler si considerava un allievo di Mussolini, almeno nella prima parte della sua storia). Ha inoltre costellato il mondo di lutti, costringendo il nostro Paese sotto una nera coltre autoritaria e poi totalitaria che si è conclusa nella disfatta della Seconda Guerra Mondiale e nell’occupazione nazista. Continua a leggere

Il negazionismo renziano

di Matteo Lai.

Nonostante il buon Orfini si arrampichi sugli specchi per spiegare che – in realtà – la Caporetto dei ballottaggi non è una sconfitta, la debacle subita domenica dal Pd è abbastanza evidente, soprattutto considerando la sconfitta in roccaforti storiche della sinistra come Genova, La Spezia, Pistoia e Sesto San Giovanni. In realtà, ci sono almeno cinque motivi principali per cui la disfatta ha assunto proporzioni bibliche. Continua a leggere

Il renzismo vi seppellirà

di Osvaldo Ambrosini.

Perdere Genova non è una sconfitta qualunque, perdere La Spezia ancora meno, per non parlare di Pistoia, L’Aquila o Sesto San Giovanni. Eppure, come sul Titanic, nessuno dell’equipaggio si è scomposto mentre si puntava dritti contro un iceberg. Continua a leggere