Villa Zanelli, guardare e non toccare

di Osvaldo Ambrosini.

La storia della villa in stile liberty più famosa della città parla chiaro: fatta costruire da Nicolò Zanelli all’inizio del ‘900 su progetto degli architetti Gottardo Gussoni e Pietro Fenogli, fu inaugurata nel 1907 e adibita inizialmente a dimora privata. Ceduta negli anni ’30 al Comune di Milano che vi realizzò una colonia, venne successivamente destinata ad ospedale da campo durante la Seconda Guerra Mondiale fino a diventare, nel corso degli anni, residenza protetta per disabili gestita dall’Asl savonese (un tempo 7ª Usl) e, nell’ultimo periodo, una residenza post ospedaliera per cardiopatici. Attualmente versa in condizioni di semi-abbandono dal 1998. Continua a leggere

L’antifascismo del camerata Renzi

di Matteo Lai.

Una premessa. Mette veramente male considerare il fascismo “un’opinione” come tutte le altre. Parente stretto del nazismo, che ha ispirato (Hitler si considerava un allievo di Mussolini, almeno nella prima parte della sua storia). Ha inoltre costellato il mondo di lutti, costringendo il nostro Paese sotto una nera coltre autoritaria e poi totalitaria che si è conclusa nella disfatta della Seconda Guerra Mondiale e nell’occupazione nazista. Continua a leggere

Savona: il piano botanico… strategico

di Osvaldo Ambrosini.
Il 3 luglio 2017 sarà una data da ricordare per corso Tardy e Benech: sono infatti iniziati i lavori di restyling di una delle principali arterie viarie di Savona. La metaforica posa della prima pietra in realtà ha il rumore ruvido di una motosega, utilizzata per abbattere il primo dei 59 pini marittimi dichiarati molto pericolosi per la pubblica incolumità.

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Il negazionismo renziano

di Matteo Lai.

Nonostante il buon Orfini si arrampichi sugli specchi per spiegare che – in realtà – la Caporetto dei ballottaggi non è una sconfitta, la debacle subita domenica dal Pd è abbastanza evidente, soprattutto considerando la sconfitta in roccaforti storiche della sinistra come Genova, La Spezia, Pistoia e Sesto San Giovanni. In realtà, ci sono almeno cinque motivi principali per cui la disfatta ha assunto proporzioni bibliche. Continua a leggere

Il renzismo vi seppellirà

di Osvaldo Ambrosini.

Perdere Genova non è una sconfitta qualunque, perdere La Spezia ancora meno, per non parlare di Pistoia, L’Aquila o Sesto San Giovanni. Eppure, come sul Titanic, nessuno dell’equipaggio si è scomposto mentre si puntava dritti contro un iceberg. Continua a leggere

Fascisti savonesi 1 fascisti genovesi 0

di Osvaldo Ambrosini.

Nello specialissimo derby ligure tra nostalgici, i rappresentanti della città savonese hanno indubbiamente vinto la sfida, a distanza di un anno, con i colleghi genovesi. Questo non perché a Savona siano riusciti, grazie alla vittoria alle amministrative del centrodestra, ad infilarsi tra le maglie dell’amministrazione comunale, cosa che è accaduta, ma è soltanto un effetto non la causa. Continua a leggere

Renzi, il pancista benpensante 

di Matteo Lai.

Non possiamo negare che Matteo Renzi non ci stia simpatico. È un personaggetto. Furbo, scaltro, ma di second’ordine, che solo la politica odierna, messa male com’è, ha potuto elevare a leader. Continua a leggere