L’unico Fiano buono è quello di Avellino

di Osvaldo Ambrosini.

La storia della famiglia di Emanuele Fiano, deputato in quota Pd, è piuttosto drammatica: il padre, Nedo Fiano, ebreo deportato ad Auschwitz fu l’unico superstite di tutta la sua famiglia. Quanto basta per far scorrere nelle vene del figlio Emanuele, a distanza di molti anni, i valori più alti della nostra Repubblica come la democrazia, la libertà di esprimere il proprio pensiero e l’antifascismo. Continua a leggere

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Non sono razzista ma

di Matteo Lai.

Una volta le nostre città e i nostri paesi erano giardini fioriti. Vivevamo tranquilli, con le nostre tradizioni, i nostri usi, i nostri costumi, tramandati nei secoli da chi ci ha preceduto. Poi dapprima lenta, poi sempre più inesorabile, è iniziata l’invasione. Sono arrivati qui con i loro linguaggi incomprensibili, con le loro donne con il capo coperto, con i loro cibi che nulla avevano a spartire con la nostra tradizione, con la loro religiosità esagerata. Continua a leggere

Salerno: segnaletica impossibile… ma vera

di Osvaldo Ambrosini.

Capita spesso di incontrare sulla nostra strada un certo tipo di segnaletica, orizzontale o verticale che sia, che definire stravagante sarebbe riduttivo. Spesso si tratta di evidenti errori che successivamente vengono corretti, altre volte invece, complice la mancanza di risorse economiche dell’ente proprietario della strada, siamo di fronte ad imbarazzanti adattamenti che, sebbene comprensibili, non si avvicinano minimamente a quanto previsto dal regolamento di esecuzione del Codice della Strada. Continua a leggere

Giuseppina Ghersi: una foto falsa per confezionare meglio la storia

di Osvaldo Ambrosini.

In questi giorni il caso Giuseppina Ghersi è letteralmente deflagrato, non soltanto nella piccola Noli (dove si è deciso di dedicarle un cippo) o a Savona, ma addirittura a livello nazionale. Della povera ragazzina che ciclicamente viene brandita dalle destre nel, maldestro, tentativo di riabilitare il fascismo agli occhi della storia sappiamo ormai quasi tutto. Continua a leggere

Caro “compagno” ti scrivo

di Matteo Lai.

Da sempre una delle attività principali della sinistra sdoganata dalla caduta del Muro di Berlino è – ahimè – il voler comprendere le ragioni dei “ragazzi di Salò”, compiacendosi nel trovare eventuali azioni dei partigiani non improntate a quel limpido eroismo che, invece, si pretende da eroi – giovani, belli e di plastica – come si vorrebbero i protagonisti della lotta di Liberazione. Tuttavia questa azione sconta un grave difetto: la decontestualizzazione dalla realtà storica dell’epoca. Continua a leggere

Noli: Forza Nuova ci mette il cappello, ma va?

di Osvaldo Ambrosini.

Tanto tuonò che piovve, fu così che le celebrazioni in memoria di quella che ormai è diventata il simbolo nel savonese della “resistenza fascista” (più una bestemmia storica che un ossimoro linguistico), Giuseppina Ghersi, in arte collaborazionista un autentico mito per i nostalgici del ventennio, hanno perduto anche quell’ultimo velo che ancora faticava a nascondere le iniziali dichiarate buone intenzioni.  Continua a leggere

Cristoforo Colombo, un monumento per la città: appello al sindaco Caprioglio 

di Osvaldo Ambrosini.

Ciclicamente capita che il revisionismo storico, tipico dei nostri tempi, metta alla gogna qualche personaggio. Sebbene cadano più frequentemente in disgrazia illustri contemporanei, spesso ex tiranni, non è raro veder demolite opere, talvolta anche artistiche, riferite ad un tempo remoto. Continua a leggere