Il costo del “governo del cambiamento”

di Matteo Lai.

In questi giorni circola online una tabella in cui si evidenziano i costi del governo giallo-verde e come si penserebbe di coprire le maggiori spese. Il dato è sconfortante: a fronte di misure che costerebbero tra i 108 e i 125 miliardi, sono previste coperture che non superano gli 0,5 miliardi. A pesare sarebbe soprattutto la “flat tax” che costerebbe circa la metà, ovvero 50 miliardi. Continua a leggere

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Capovaro, varo?

di Matteo Lai.

Nonostante l’attuale presidente del Senato sia la seconda donna a cui viene affidato un incarico esplorativo per formare un governo, con la prima – ovvero Nilde Iotti – condivide il genere e null’altro. Continua a leggere

#laloroliguria #lalorosavona

di Osvaldo Ambrosini.

Non ha ancora scelto cosa fare da grande Edoardo Rixi, se il parlamentare in Senato, dove è appena stato eletto, oppure rimanere in Regione Liguria con la carica di assessore allo Sviluppo economico (Industria, Commercio, Artigianato, Ricerca e Innovazione tecnologica, Energia, Porti e Logistica). Continua a leggere

La Lega sbarca in Sicilia: e imbarca…

di Matteo Lai.

Voto di scambio e attentato ai diritti politici del cittadino. Parte con il botto la legislatura dei parlamentari eletti in Sicilia sotto il simbolo della Lega. Queste infatti sono le ipotesi di reato su cui indaga la magistratura.   Continua a leggere

Pietà per il nero che dice ‘negro’ ai neri

di Matteo Lai.

Il primo senatore nero del nostro Paese è leghista. Non dovrebbe stupire più di tanto, questa cosa, considerando che il partito di Salvini – dopo anni di razzismo antimeridionale, cori contro i terroni e ‘Roma ladrona’ – proprio al sud ha ottenuto percentuali a doppia cifra, che gli hanno permesso di raggiungere quasi il 20% a livello nazionale. Il livello di masochismo è lo stesso. Continua a leggere

C’è una Candyland anche in Padania

di Osvaldo Ambrosini.

Se non fosse stato per il ruolo magistralmente interpretato da Christoph Walz nei panni del medico tedesco Schultz, cacciatore di taglie nell’America del 1800 insieme al ‘libero negro’ Django, probabilmente Samuel Leroy Jackson avrebbe vinto la statuetta come migliore attore non protagonista, nel film di Tarantino “Django Unchained”, avendo interpretato come nessuno mai il ruolo di Stephen, un nero a capo della servitù della tenuta di Candyland, dal nome del padrone schiavista Calvin Candie (Leonardo di Caprio). Continua a leggere

Credevo che piovesse, non che grandinasse

di Matteo Lai.

Con queste parole Alcide De Gasperi commentò, dopo il 18 aprile 1948, la straripante vittoria della Democrazia Cristiana sul Fronte Popolare (l’alleanza tra Pci e Psi). Oggi, sebbene sedendosi dalla parte degli sconfitti, anche Matteo Renzi potrebbe usare queste parole. Continua a leggere