Modello Toti, effetto boomerang

di Osvaldo Ambrosini.

Le amministrative di domenica hanno dissipato ogni dubbio, il tanto decantato ‘modello Toti’ ha perso la sua spinta propulsiva, quella che dalle regionali del 2015 ha inanellato una vittoria dopo l’altra conquistando buona parte dei comuni liguri, tra cui i tre capoluoghi ‘rossi’ della regione: Savona prima (2016) e Genova e La Spezia poi (2017). Continua a leggere

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Un renzista è come un diamante: per sempre

di Osvaldo Ambrosini.

Stupidamente mi ero illuso, il giorno dopo la debacle del Pd alle politiche, che le (non) dimissioni del segretario avrebbero finalmente liberato il partito, diventato da qualche anno ad personam come non lo fu neppure l’IDV di Di Pietro o la peggiore Forza Italia berlusconiana, dal giogo renziano. Mi sbagliavo. Continua a leggere

Credevo che piovesse, non che grandinasse

di Matteo Lai.

Con queste parole Alcide De Gasperi commentò, dopo il 18 aprile 1948, la straripante vittoria della Democrazia Cristiana sul Fronte Popolare (l’alleanza tra Pci e Psi). Oggi, sebbene sedendosi dalla parte degli sconfitti, anche Matteo Renzi potrebbe usare queste parole. Continua a leggere

Renzi non te ne andare, si può ancora peggiorare

di Osvaldo Ambrosini.

Non solo la distanza da quel 40,8% delle europee del 2014 è siderale, ma anche quella tanto perculata ‘quota Bersani’ (25,42% alle politiche del 2013) è un miraggio. Per il Pd di Renzi le politiche del 2018 sono state una Waterloo, impossibile non ammetterlo: altri segretari, per molto meno, verso mezzanotte avrebbero comunicato in diretta tv le dimissioni. Continua a leggere

Elezioni: non solo come si vota, ma cosa

di Matteo Lai.
In questi giorni sulle tv siamo bombardati di istruzioni sul “come si vota” ovvero, essenzialmente, in due modi: o tracciando una croce sul simbolo (votando così sia i candidati nei collegi plurinominali che il candidato nell’uninominale) oppure con una croce sul nome del candidato nel collegio uninominale (rinunciando, di fatto, a metà voto). Non sono ammessi il voto disgiunto (grande autogoal del Pd) né le preferenze: i candidati li troveremo già belli scritti sulla scheda, secondo l’ordine deciso dalle liste.

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Più Chiarenza, la fine di un incubo

L’infanzia di ognuno di noi non può non avere fatto i conti, almeno una volta, con la figura leggendaria dell’uomo nero. Continua a leggere

Anna Giacobbe, messa in panchina da Renzi

Per lungo tempo è stata considerata l’anima “sindacalista” dei fratelli Giacobbe. Lui, Carlo, attivo nel Pci e nel Pds fino a diventarne segretario provinciale, divenendo poi vicepresidente della Provincia nel doppio mandato Garassini (sì, l’attuale amministratore di ATA di area leghista…) Continua a leggere