Benvenuti a Savona, Provincia di Imperia

 

di Billy The Kid.

Da sempre il rapporto tra il parlamentare ed il suo territorio è una costante dei sistemi democratici. Ci sarebbe da spiegarlo alla banda “Renzi & Boschi”, dediti alla loro ingegneria genetica costituzionale che si accinge a sfigurare il Senato, ma questa è – come si suol dire – un’altra storia. Sulla base di questo principio la nostra regione, nonostante le ridotte dimensioni, ha avuto nel corso degl’anni i suoi deputati e senatori. Tra tutti probabilmente i due più importanti degli ultimi 20 anni sono i due Claudio, da più parti considerati ancora oggi i due “padroni” della Liguria. Burlando e Scajola oggi, per motivi differenti, non stanno certamente attraversando un ottimo momento ma considerata la loro età “non si esclude il ritorno”, come cantava il grande Califano.

giacobbeNel novero dei rappresentanti liguri, tolti i due sopra citati e probabilmente alcuni altri come ad esempio Alfredo Biodi, Andrea Orlando, Roberta Pinotti, che hanno occupato ed occupano incarichi di governo, sono davvero pochi quelli che negli anni hanno lasciato un segno positivo. Tra questi probabilmente non lascerà il segno neppure la savonese, pardon vadese, Anna Giacobbe. Sindacalista di lungo corso (è stata segretaria della Camera del Lavoro di Savona e segretaria regionale della Cgil), è stata scelta da iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico per rappresentare Savona e la Liguria a Roma, una scelta – direbbero i più maligni – forse dovuta più a un cocktail tra quote rosa e crisi della politica che per reali doti personali: queste forse più ad appannaggio del fratello.

Il destino, come si dice, a volte sa essere cinico e baro, e con la nostra rappresentante parlamentare lo è stato ancora di più. Infatti Anna Giacobbe si deve essere trovata spesso a mal digerire numerose scelte del governo Renzi, che ha sempre considerato il nostro territorio “debole” e di poco conto. Tralasciando la discussa riforma del lavoro, il cosiddetto “jobs act”, che dalla nostra parlamentare si spera sia stato vissuto in coscienza con un disagio estremo, sui giornali spesso abbiamo letto di gravi silenzi dell’onorevole, alternati ad imbarazzi di circostanza a volte spezzati da timide proteste (d’ufficio) su questioni prettamente locali.

IMG_0392Tra le proteste più timide che dalla nostra Anna si sono debolmente – troppo debolmente – levate, possiamo sicuramente annoverare quelle conseguenti al taglio delle Prefetture. Nella nostra regione, infatti, ne scomparirà solo una. Non sarà quella dove ha casa il ministro Orlando, ovvero La Spezia, mentre è fuori discussione toccare – ovviamente – Genova, così come Imperia, feudo scajolano. A fare la fine del classico vaso di coccio tra vasi di ferro sarà Savona, accorpata con la città fondata dal fascismo unendo le cittadine di Porto Maurizio e Oneglia. Poco importa se la nostra provincia è più popolosa, così come poco interessa, ai (contro)riformatori renziani, se un cittadino savonese dovrà spendere tre ore di tempo e 14 euro, andando con un treno regionale, o quasi 18 euro e poco meno tempo, scegliendo l’autostrada, per recarsi nel nuovo, unificato, ufficio terriotoriale del Governo. A questo punto, forse, era meglio il ritorno al passato e l’unione con la matrigna Genova, sicuramente meno decentrata.

Ora la partita si sposta su un altro tavolo: quello del mantenimento della Questura e del Comando dei Vigili del Fuoco. I disagi per i cittadini, ma anche per le istituzioni locali, qualora venissero trasferiti ad Imperia. Duole che la rappresentante savonese in parlamento non si sia scagliata contro queste scelte scellerate, con una veemenza pari alla mancanza di rispetto che i savonesi stanno subendo. Ci si sarebbe aspettati di sentire minacce di dimissioni dal partito, di passaggi all’opposizione, addirittura di un addio alla Camera. E invece no. Solo un pianto greco che sa già più di rassegnazione all’ineluttabile che di voglia di lottare.

La nuova sforbicita si andrebbe a sommare alle numerose “sparizioni” dalla nostra città, descritte abbastanza compiutamente in questo articolo (Savona perde i pezzi ma non i vizi), ma da allora di pezzi se ne sono persi altri e i prossimi potranno essere proprio la Questura e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Verranno così a sommarsi all’Autorità Portuale, alla Camera di Commercio, alla Provincia, al Centro Meccanografico Postale e alla Banca d’Italia. Insomma: Savona un deserto di presidi istituzionali. Il tutto a fronte del fatto di essere la seconda provincia più popolosa della Liguria, dopo Genova (Savona, 286 mila abitanti; La Spezia, 223 mila; Imperia, 214 mila). Già così siamo stati trattati come una cenerentola, con qualche abitante in meno forse ci avrebbero declassato a frazione di Caprauna. Dopo tante critiche, bisogna però riconoscere un merito all’onorevole Giacobbe. Sebbene piene di distinguo e di contraddizioni, venate di cerchiobottismo e di volontà di essere “fedeli alla linea” sempre e comunque, la nostra è stata l’unica parlamentare della provincia di Savona ad esprimere una qualche perplessità sulla riorganizzazione di questi uffici. Gli altri ricordano la temperatura di Belgrado ai tempi delle previsioni meteo di Bernacca: non pervenuti. Senza voler rimpiangere i tempi oscuri dell’ex Cavaliere, resta l’amaro dubbio che se tutte queste belle cose le avesse fatte un governo di centrodestra, avremmo sentito levarsi più voci allarmate. Questa volta non è stato così. Peccato.

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