Un 25 Aprile… sottotono

di Matteo Lai.

Ogni anno, il 25 Aprile è una data che viene “tirata per la giacchetta” a scopi elettorali e di mera propaganda politica. Antifascisti “ad orologeria” e fascisti in servizio permanente effettivo si scatenano. Continua a leggere

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In principio fu Nilde Iotti

di Matteo Lai.

La prima donna ad essere eletta alla presidenza di uno dei due rami del parlamento fu, nell’ormai lontano 1979, Nilde Iotti. Figlia di un antifascista, laureata all’Università Cattolica di Milano, insegnante, partigiana, componente dell’Assemblea Costituente, compagna di Palmiro Togliatti – che per lei lasciò la moglie, Rita Montagnana -, deputata, componente della prima delegazione del Pci al Parlamento Europeo (nel ’69, quando l’Euro e la Ue erano mera fantasia, ed anche la Cee era nemmeno adolescente), impegnata nelle lotte per i diritti civili e delle donne, nel 1987 si vide affidato un incarico esplorativo quale Presidente del Consiglio, primo esponente comunista e prima – e finora unica – donna. Continua a leggere

Savona, la rotatoria del nostro scontento

di Matteo Lai.

La viabilità e la manutenzione delle strade devono essere un po’ la croce e la delizia delle giunte di centrodestra savonesi. Era la seconda metà degli anni ’90 e il Comune era guidato da un’amministrazione composta inizialmente da Forza Italia, Partito Popolare e Lega Nord – poi tramutatasi in un’alleanza Forza Italia, Cdu, Lega Italiana Federalista, partiti di cui, escluso il primo, si è persa la memoria nella notte dei tempi – e Francesco Gervasio era il sindaco. Continua a leggere

Giulia Stella chi?

di Osvaldo Ambrosini.

In una città storicamente operaia come Savona, la poltrona del segretario della Camera del Lavoro ha da sempre avuto una notevole considerazione, non soltanto all’interno della realtà del sindacato, ma in tutto l’ambiente economico e produttivo. Continua a leggere

Un renzista è come un diamante: per sempre

di Osvaldo Ambrosini.

Stupidamente mi ero illuso, il giorno dopo la debacle del Pd alle politiche, che le (non) dimissioni del segretario avrebbero finalmente liberato il partito, diventato da qualche anno ad personam come non lo fu neppure l’IDV di Di Pietro o la peggiore Forza Italia berlusconiana, dal giogo renziano. Mi sbagliavo. Continua a leggere

Credevo che piovesse, non che grandinasse

di Matteo Lai.

Con queste parole Alcide De Gasperi commentò, dopo il 18 aprile 1948, la straripante vittoria della Democrazia Cristiana sul Fronte Popolare (l’alleanza tra Pci e Psi). Oggi, sebbene sedendosi dalla parte degli sconfitti, anche Matteo Renzi potrebbe usare queste parole. Continua a leggere

Elezioni: non solo come si vota, ma cosa

di Matteo Lai.
In questi giorni sulle tv siamo bombardati di istruzioni sul “come si vota” ovvero, essenzialmente, in due modi: o tracciando una croce sul simbolo (votando così sia i candidati nei collegi plurinominali che il candidato nell’uninominale) oppure con una croce sul nome del candidato nel collegio uninominale (rinunciando, di fatto, a metà voto). Non sono ammessi il voto disgiunto (grande autogoal del Pd) né le preferenze: i candidati li troveremo già belli scritti sulla scheda, secondo l’ordine deciso dalle liste.

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